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Cacao della Chontalpa - Presì Slow Food
 

Cacao della Chontalpa

Messico

La Chontalpa è una delle cinque regioni in cui è suddiviso lo stato del Tabasco ed è nota per essere una delle aree dove si concentra la produzione di cacao. In questa zona del paese che si allunga sull'istmo di Tehuantepec, la coltivazione e il consumo del cacao fanno parte del dna della popolazione fin dal tempo degli Olmechi, al punto da indurre il docente di antropologia pre-colombiana Michael D. Coe a dichiarare che «il primo uomo nella storia ad assaggiare il cioccolato probabilmente fu un Olmeco vissuto 3000 anni or sono nelle giungle acquitrinose del Messico sudorientale». Il termine cacao inoltre deriva da kakaw, parola usata dai vari gruppi indigeni messicani e presa a prestito proprio dall'idioma olmeco mixezoquean. Il cacao è stato l'elemento centrale attorno al quale si sono imperniate l'economia e le tradizioni di questa regione da allora fino a oggi, tanto che secondo le ultime stime lo stato del Tabasco è il principale produttore di cacao in Messico: il 67% della superficie è dedicata a questa coltivazione e apporta circa l'80% della produzione nazionale. La prima regione produttiva del Tabasco è la Chontalpa, area vocata e riconosciuta come luogo d'origine della varietà criolla. Oggi le principali varietà della Chontalpa sono il forastero (chiamato localmente calabacillo), il trinitario (o puntudo) e il criollo, presente in maniera esigua.
Il ciclo produttivo del cacao va da ottobre ad aprile-maggio, mesi in cui il clima caldo-umido del golfo, caratterizzato da abbondanti piogge, lascia spazio a un periodo più secco. Alti alberi da frutta (come il cocco, l'avocado, il mango, il cedro o il mamey) sovrastano le piante del cacao producendo l'ombra a loro necessaria, mentre nel sottobosco sono coltivati banani, papaya, zucche e peperoncini. Benché il cacao sia elemento centrale della vita dei piccoli produttori agricoli della Chontalpa, questi devono quotidianamente affrontare una situazione sfavorevole. La difficoltà di accesso al credito e la distanza dal mercato nazionale inficiano la possibilità di ricevere assistenza tecnica, risolvere i problemi fitosanitari, trasformare il cacao con macchinari e tecniche adeguate, proporre un semilavorato che garantisca una remunerazione adeguata. Sul mercato locale, l'unico a cui i produttori hanno accesso, gli intermediari impongono le loro condizioni. Inoltre, fra i mesi di ottobre e novembre 2007, gli stati del Tabasco e del Chiapas sono stati travolti da una terribile alluvione: il 70% del territorio del Tabasco è stato sommerso dalle acque. I danni più ingenti si sono verificati nel settore agricolo, con 160000 ettari coltivati persi su un totale di 240000. L'inondazione ha esasperato una situazione già critica per i produttori di cacao, aumentando l'effetto della moniliasis, una patologia fungina che negli ultimi anni aveva dimezzato la produttività delle piante e che a tutt’oggi continua a affliggere i produttori.

Dopo l'alluvione del 2007, per supportare i produttori di cacao della Chontalpa e ridare impulso al sistema del cacao nella provincia, Slow Food ha realizzato una raccolta di fondi tra i soci e i convivia. Questa gara di solidarietà ha reso possibile la realizzazione del progetto Riattivazione del sistema agroecologico del cacao in Tabasco, Messico, in collaborazione con l'Ong locale ATCO (Asesoría Técnica en Cultivos Orgánicos) e strutturato in due fasi distinte. La prima ha coinvolto un'area di 720 ettari e ha previsto un'azione di emergenza, aiutando le comunità della zona a riprendere le attività di produzione del cacao e concentrandosi in particolare sugli aspetti fitosanitari. La seconda parte del progetto, in via di attuazione, ha permesso la nascita del Presidio del cacao della Chontalpa. Innanzitutto è stato individuato un gruppo di produttori che coltiva cacao biologico e lo lavora con tecniche tradizionali, quindi insieme ai produttori e ai tecnici della Fondazione è stato elaborato un protocollo di produzione e sono state realizzate azioni di formazione sulle attività di campo e di lavorazione. Parallelamente le fave di cacao sono state promosse presso piccoli artigiani, in modo da attivare un mercato internazionale che faccia spuntare ai produttori un prezzo più alto rispetto al mercato locale. Dal 2014 la ditta Guido Gobino collabora con la Fondazione e acquista l’intera produzione del Presidio per proporre il primo cioccolato a marchio Presidio Slow Food.

Area di produzione
Comunità José María Morelos y Pavón (C-11), Benito Juárez García (C-21) e José María Pino Suarez (C-22) del municipio di Cárdenas, comunità Plátano y Cacao del municipio di Centro, comunità Miahuatlán, del municipio di Cunduacán, Stato di Tabasco

Partner Tecnici
Atco (Asesoría Técnica en Cultivos Orgánicos)
Guido Gobino
Circa 50 produttori riuniti in diverse organizzazioni dei municipi di Cardenas, Centro e Cunduacán
Responsabile del Presidio
Alma Rosa Garcés Medina
tel.
+52 55 55796425
atcovillahermosa@yahoo.com.mx

 


 
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