Slow Food Slow Food Donate Slow Food Join Us
 
 
Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

Rassegna Stampa  |  English  English

   
   
 
 
 
 
 
 

I Presìdi Slow Food


« Torna alla mappa dei Presìdi

Latte di cammello dei pastori karrayyu - Presì Slow Food
Foto di Paola Viesi
 

Latte di cammello dei pastori karrayyu

Etiopia

Per i karrayyu (pastori nomadi del distretto di Fantalle), i cammelli sono tutto. I bambini crescono con il loro latte. Gli uomini li seguono per mesi e dormono accanto a loro su giacigli improvvisati. Li conoscono uno a uno (ogni cammello ha un nome) e li mungono due volte al giorno, raccogliendo il latte in recipienti fatti con erbe intrecciate. La mungitura è un'operazione molto particolare. Prima si lascia poppare il piccolo, poi lo si separa dalla mamma e si inizia: due uomini si dispongono in piedi sui lati del cammello, piegando e sollevando una gamba per sostenere il recipiente (in una posizione quasi acrobatica, simile a quella dei trampolieri). Alla fine lasciano di nuovo poppare il cucciolo.
Il latte appena munto è bianchissimo, con una schiuma densa e alta. In bocca è sapido, aromatico, meno grasso rispetto al latte di vacca. Tkadizionalmente non si trasforma né in formaggio né in yogurt, ma si beve fresco. È l'alimento di base per i karrayyu (insieme all'orzo) ed è l'unico prodotto che la comunità, da qualche anno, ha iniziato a vendere nelle città più vicine. Qui il latte di cammello è apprezzato (per il gusto, ma anche per le proprietà curative) in particolare dalla comunità somala, che lo rivende in minuscole botteghe, dove si può assaggiare anche un ottimo tè a base di latte, zenzero, cannella e molto zucchero.
La comunità karrayyu si trova a poche ore dalla capitale Addis Abeba, eppure appartiene a un altro mondo; un mondo basato sul legame fortissimo con la natura (i cammelli, gli zebù, gli alberi, il monte Fantalle...) e sui ritmi della vita nomade (dettati dalle stagioni, dalle piogge, dal passo e dal suono delle mandrie).
Oggi però i karrayyu hanno visto il loro territorio ridursi drasticamente in seguito alla nascita del parco nazionale Awash da un lato, e delle grandi piantagioni di canna da zucchero dall'altro. I recenti cambiamenti climatici, inoltre, sono responsabili di siccità continue e sempre più gravi, che compromettono la sopravvivenza stessa delle mandrie. Così, in questi anni, i karrayyu stanno attraversando forzatamente una fase difficile (il passaggio dal pastoralismo nomade all'agro-pastoralismo) e stanno cercando di salvare, con tenacia, la loro cultura e le loro antichissime tradizioni.

Nel 2010, alcuni giovani karrayyu hanno creato una cooperativa che si occupa di racco- gliere il latte di cammello appena munto, trasportarlo in città (in bidoncini sistemati su un piccolo furgone) e rivenderlo. Partiti in 25, oggi i soci sono 42. Ogni giorno raccolgo- no e vendono il latte due volte (mattina e sera), per un totale di circa 1000 litri.
Il Presidio, coordinato dall’Ong Labate Fanfalle, è nato per salvaguardare la cultura kar- rayyu, attraverso il loro prodotto simbolo: il latte di cammello. In particolare, affianca la cooperativa e lavora sulla formazione dei pastori (perché gestiscano al meglio la salute e l’alimentazione degli animali), sul miglioramento dello stoccaggio e del trasporto del latte, e sulla promozione del latte di cammello, oggi apprezzato soprattutto dai pastori e dalle comunità somale che vivono in Etiopia, ma poco noto presso il resto della popolazione.

Area
di produzione
Dis
tretto di Fantalle, provincia di Shewa orientale, regione Oromia

Pres
idio sostenuto da
Ive
co
Eftran
42 pastori, riuniti in una cooperativa di allevatori e produttori di latte di cammello e carne di qualità (Walda Dhiheessitoota Aannan Gaalaafi Fooni Miaana)
Responsabile del Presidio
Roba Bulga Jilo
tel. +251 911313094
r.bulga@slowfood.it
www.labatafantalle.org

Responsabili dei produttori del Presidio
Hawe Jilo Boru
tel. +251 919281193

Roba Fantalle
tel. +251 911093985

 


 
Fondazone Slow Food per la biodiversità ONLUS | Partners Regione Toscana Regione del Veneto
 
 
 

Slow Food - P.IVA 91008360041 - All rights reserved

Powered by Blulab