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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus
 
 
 
 
Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - I presidi in Italia
 
 

Il progetto

La nuova fase dei Presìdi italiani di Slow Food


Gli oltre 230 Presìdi italiani sono il risultato di un lavoro di dieci anni che ha affermato con forza valori fondamentali: la tutela della biodiversità, dei saperi produttivi tradizionali e dei territori, che oggi si uniscono all'impegno a stimolare nei produttori l'adozione di pratiche produttive sostenibili, pulite, e a sviluppare anche un approccio etico (giusto) al mercato.


In concreto i Presìdi Slow Food:

 

  • hanno effettivamente contribuito a salvare numerose razze animali, specie vegetali, formaggi, pani e salumi che rischiavano l'estinzione;
  • hanno aiutato centinaia di produttori affinché potessero proseguire la propria attività, favorendo il contatto tra consumatori interessati alla qualità e disponibili a pagare un prezzo equo e remunerativo;
  • hanno materialmente contribuito a dimostrare che un'altra agricoltura e un'altra produzione alimentare sono possibili;
  • sono un punto di riferimento per molti piccoli produttori e per molte comunità del cibo di tutto il mondo (anche al di fuori del "circuito Slow Food")
  • sono un modello anche per altri piccoli produttori con i quali oggi Slow Food lavora e collabora per impostare progetti legati non più solo all'eccellenza qualitativa, ma anche alla produzione per il consumo quotidiano;
  • sono un bacino molto importante di saperi e esperienze, che i Presìdi mettono a disposizione di altri produttori tramite scambi e collaborazioni, costituendo pertanto alcuni dei nodi fondamentali della grande rete Slow Food.

Nel 2008, a dieci anni dall'avvio del progetto, Slow Food Italia ha accolto una richiesta dei produttori: la creazione e l'assegnazione di un "contrassegno" di identificazione, tutela, valorizzazione da apporre sulle confezioni dei prodotti, che consenta ai consumatori di identificare i prodotti presidiati, tutelandosi dai falsi sempre più numerosi sul mercato.

Slow Food Italia ha registrato il marchio "Presìdi Slow Food", corredandolo di un logo grafico nuovo (che non è quindi la chiocciola simbolo di Slow Food) e di un regolamento: saranno autorizzati ad utilizzare il nuovo logo solo i produttori che hanno sottoscritto il regolamento e la carta di utilizzo (in cui dichiarano di rispettare il disciplinare di produzione del proprio Presìdio).
Slow Food Italia non si limiterà ad assegnare un contrassegno ma - soprattutto - metterà a disposizione dei produttori i servizi di consulenza, comunicazione, assistenza tramite i suoi collaboratori sul territorio, i tecnici della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e l'ufficio dei Presìdi presso la sede nazionale di Slow Food Italia.

 

La commercializzazione dei prodotti dei Presìdi è svolta, come sempre, direttamente dai produttori o dai consorzi di produttori.
Slow Food non è assolutamente partecipe di eventuali ricavi sulle vendite dei prodotti dei Presìdi, a meno che non siano devolute volontariamente dagli stessi produttori in seguito a campagne specifiche di raccolta fondi finalizzate a sostenere progetti internazionali della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.


Il produttore che aderisce al progetto accetterà sia l'autocontrollo esercitato dalla propria associazione sia le verifiche realizzate da Slow Food Italia (tramite l'associazione territoriale e i tecnici della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus) il cui obiettivo è verificare il rispetto del disciplinare di produzione e delle linee guida generali del progetto.

Partecipare a questa nuova fase del progetto significa anche sostenere l'associazione Slow Food nel suo impegno culturale complessivo, non solo nei progetti a tutela della biodiversità, per questo Slow Food ha avviato un modello di gestione che, senza perdere nessuno dei suoi valori, anzi rilanciandoli con forza, potrà contare d'ora in poi anche sul parziale sostegno economico da parte degli stessi produttori (tranne alcune eccezioni, dovute alle piccole dimensioni dei Presidio, o a situazioni particolari di difficoltà) e su una maggiore responsabilizzazione dei Presìdi, sia nel controllo delle proprie produzioni che nell'organizzazione dell'attività associativa.


Il progetto dei Presìdi italiani è coordinato da Slow Food Italia con il supporto tecnico scientifico della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.
 

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