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Piattella canavesana di Cortereggio - Presì Slow Food
 

Piattella canavesana di Cortereggio

Piemonte

La piattella se la ricordano bene gli anziani di Cortereggio, il piccolo borgo del canavese fondato dai Romani vicino al torrente Orco: nei terreni profondi e ricchi di acqua questi fagioli bianchi, reniformi e piuttosto piatti crescono meglio che altrove e, grazie alla bassa concentrazione di calcio nel terreno, sviluppano una buccia molto sottile.
Fin da bambini tutti gli abitanti di Cortereggio si dedicavano alla semina e alla raccolta dei fagioli nei campi di granoturco, una tradizione così radicata che le piattelle erano diventate una importante risorsa economica per questo paese. Ogni famiglia aveva i suoi clienti fissi che arrivavano da tutto il canavese, i soldi guadagnati servivano per acquistare l'uva nel Monferrato tanto che, a volte, le piattelle erano usate direttamente come merce di scambio con l'uva. La pianta rampicante sviluppa i caratteristici fiori bianchi e produce baccelli, anch'essi schiacciati, che diventano gialli al momento della maturazione: da luglio fino a settembre.
Tradizionalmente si seminavano insieme al mais, così il fagiolo poteva avvitarsi attorno al fusto robusto della meliga, che fa la parte quindi del tutore. Alla raccolta si passava pazientemente tra i filari di mais cogliendo i baccelli a mano uno per uno.
Ogni sabato nelle famiglie del paese si cuocevano i fagioli in pignatte di terracotta che venivano portate al forno del paese, usato in precedenza per la cottura del pane e che donava il suo calore residuo alle pignatte, i fagioli cotti in questo modo si usavano poi per insaporire altri piatti durante tutta la settimana. Ogni famiglia aveva la propria pignatta, fabbricata dagli artigiani del vicino paese di Castellamonte, noto per la sua tradizione ceramista.
La ricetta prevede che, insieme alle piattelle, si mettano nella pignatta le cotiche di maiale speziate con sale e pepe, arrotolate e legate a formare le quaiette e altre parti come lo zampino e il lardo, poi si aggiungono la cipolla e altri aromi, si copre di acqua e si chiude. La cottura nel forno al legna, rimasto tiepido dopo la cottura del pane, dura circa 12 ore (la tradizione vuole almeno una notte intera).

Stagionalità

La piattella si raccoglie da fine luglio fino a fine settembre ma è disponibile essiccata tutto l'anno.
La coltivazione della piattella era diffusa ancora fino agli anni '80, conosciuta anche come piattella di San Giorgio Canavese, il comune capoluogo, ma era nota in tutto il canavese come fasol at Cutres, fagiolo di Cortereggio appunto.
Come per molti altri legumi la sua coltivazione è stata progressivamente abbandonata, data la difficoltà della coltivazione nel mais e della raccolta, solo pochi abitanti hanno continuato a seminarla per autoconsumo, continuando a riprodurre il seme in famiglia e conservandolo fino ad oggi, in quantità minime, salvandolo così dall'estinzione. Ma la fortuna della piattella si lega soprattutto ad un agricoltore di Cortereggio, Mario Boggio, che decide già nel 1981 di consegnare alla banca del germoplasma dell'Università di Torino pochi chilogrammi di fagioli per conservarne la semente. Oggi intorno al lungimirante Mario si è costituito un Comitato per la tutela della piattella canavesana di Cortereggio, formato da chi si è impegnato a seminare nuovamente il fagiolo, dagli abitanti del piccolo borgo e da amici e simpatizzanti che vogliono contribuire a riportare sul mercato questo fagiolo.
Il Presidio si propone di recuperare e promuovere questa tradizione, coinvolgendo in futuro anche altri coltivatori locali e lavorando con altri enti del territorio per riqualificare anche dal punto di vista turistico ed enogastronomico questo grazioso angolo di canavese.

Area di produzione
I terreni della frazione Cortereggio nel comune di San Giorgio Canavese (provincia di Torino)

I produttori sono riuniti nella

Associazione produttori
Piattella canavesana diCortereggio
San Giorgio Canavese (To)
frazione Cortereggio
vicolo Boggio, 2
tel. 338 6443203

Ivano Rean Conto
San Giorgio Canavese (To)
frazione Cortereggio
vicolo Boggio, 2
tel. 338 6443203

Claudia Boggio
San Giorgio Canavese (To)
frazione Cortereggio
via San Giusto, 26
tel. 347 1057224
claadri@libero.it

Mario Boggio
San Giorgio Canavese (To)
frazione Cortereggio
strada per San Giorgio, 22
tel. 339 1200849

Loris Livio Caretto
San Giorgio Canavese (To)
strada per Ciconio
cascina Caretto
tel. 347 8738077
info@vinidelcanavese.it

Sergio e Franco Toscana
San Giorgio Canavese (To)
cascina del Duca
tel. 335 8373567
toscky67@alice.it
Referente dei produttori del Presidio
Ivano Rean Conto
tel. 0124 350738 - 338 6443203
ivano.reanconto@gmail.com

Responsabile Slow Food del Presidio
Andrea Zanusso
tel. 331 3308468
zanusso@poolsa.eu

 


 
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