Asparago violetto di Albenga Liguria
Inconfondibile, per i turioni molto grossi e per il colore viola intenso che gradatamente sfuma scendendo verso la base, l’asparago Violetto d’Albenga è una varietà unica al mondo. Il suo colore strano non dipende dalla tecnica di coltivazione, ma è legato al suo patrimonio genetico. E c’è una ragione scientifica che ne preserva la purezza: possedendo 40 cromosomi anziché 20 come tutti gli altri asparagi, il Violetto non può incrociarsi con altre varietà (i figli sarebbero sterili) e quindi non può imbastardirsi. In California hanno tentato di brevettarlo e fior di agronomi hanno provato a coltivarlo in Nuova Zelanda, in Australia e negli Stati Uniti, ma con scarsissimi risultati. I terreni alluvionali della Piana di Albenga, invece, sono perfetti: grazie al profondo strato sabbioso e limoso e al microclima. Eppure, in Liguria, questa varietà, che negli anni Trenta del Novecento era coltivata su più di 300 ettari è quasi completamente abbandonata. La coltivazione del Violetto è completamente manuale e la raccolta avviene da metà marzo ai primi di giugno: così arriva più tardi alla vendita e trova un mercato già colonizzato da altre varietà nazionali e d’importazione. Da sempre i contadini hanno escogitato stratagemmi per anticiparne anche di poco la raccolta: un tempo si scaldava il terreno con il cascame del cotone (scarto dei cotonifici) impregnato d’acqua. Oggi esistono metodi più moderni: ad esempio c’è chi sistema tubi di acqua calda nel terreno. Le preparazioni più adatte a questo asparago morbido e burroso (e senza la fibrosità dei colleghi) sono quelle che ne esaltano la delicatezza. Niente salse coprenti, niente cotture prolungate, niente refrigerazione o peggio surgelazione. Lessati poco e intinti in un extravergine di Taggiasca offrono profumi e sapori inimitabili, ma accompagnano bene anche cibi molto delicati: pesci lessi, al vapore, al forno, carni bianche o salse raffinate.
Stagionalità
La raccolta in pieno campo inizia nel mese di marzo e può protarsi oltre la fine del mese di giugno; per la coltura in appezzamenti protetti con terreno riscaldato, la raccolta non può iniziare prima del mese di dicembre e non può protrarsi oltre il mese di aprile.
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Nel 1970 l’asparago violetto era coltivato su 143 ettari che si sono ridotti, nel 2000 a meno di 10. I contadini, infatti, si rivolgono a colture più redditizie e a produzioni con cicli più brevi, in modo da effettuare almeno due raccolti l’anno. Questa riduzione drastica rischia di spazzare via un ortaggio che tutto il mondo ci invidia. Il Presidio ha riunito gli ultimi produttori allo scopo di far conoscere l’asparago Violetto, valorizzarlo e favorire la ripresa della sua coltivazione, in modo che diventi remunerativo nonostante i costi elevatissimi della mandopera.
Area di produzione pianura di Albenga (provincia di Savona).
Albenga in Tavola di Marco Ferrero Albenga (Sv) Viale Che Guevara, 89 tel. 0182 555843 338 8462414 eruli@libero.it L’azienda ha anche un punto vendita situato in piazza XX settembre 7, ad Albenga.
Luca Lanzalaco Leca d'Albenga (Sv) Regione Bagnoli, 35 tel. 0182 554717 333 2703480 enrico.lanzalaco@gmail.com
Marisa Montano Ceriale (Sv) Via Prae, 1 tel. 0182 931059-328 8926306 aziendamontano@alice.it
Referente dei produttori del Presidio Marisa Montano tel. 0182 931059 aziendamontano@alice.it
Responsabile Slow Food del Presidio Alessandro Scarpa tel. 0182 583857 – 331 6263880 sandro.shoe@libero.it
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