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Caffè selvatico della foresta di Harenna - Presì Slow Food
Foto di Paola Viesi
 

Caffè selvatico della foresta di Harenna

Etiopia

L'Etiopia è il paese di origine del caffè e, dunque, l'unico al mondo in cui si trovano piante allo stato selvatico. Ogni famiglia, da millenni, tosta le sue ciliegie, le pesta nel mortaio, e offre il caffè agli ospiti seguendo un rito solenne, con un forte simbolismo di ospitalità, amicizia e rispetto. La preparazione del caffè - parte integrante della vita quotidiana etiope - è una cerimonia tradizionale e suggestiva, che accomuna tutte le classi sociali: l'ospite è accolto da una donna officiante e da un tappeto di fiori ed erba appena tagliata disteso di fronte a un piccolo tavolino, che funge da supporto per le tradizionali tazzine senza manico. I chicchi di caffè, sgusciati, sono lavati e tostati su un braciere, fino a quando non raggiungono la giusta colorazione, e poi mostrati agli invitati. La loro fragranza si diffonde grazie a un delicato movimento delle mani. La polvere ottenuta dalla macinatura nel mortaio viene versata nella jabana, la caffettiera tradizionale, ripiena di acqua bollente. Il primo caffè (abol), già zuccherato, si serve alla persona più anziana, poi si passa agli altri due (tona e baraka), ottenuti aggiungendo di volta in volta acqua nella jabana. I tre caffè sono serviti con mais, grano oppure orzo tostato. La foresta di Harenna, una delle più grandi dell'Etiopia, si trova tra le montagne del magnifico Parco nazionale del Bale, 350 chilometri a sud della capitale Addis Abeba. Qui, intorno ai 1800 metri di altitudine, cresce spontaneamente all'ombra di alberi ad alto fusto, un caffè arabica con straordinarie potenzialità qualitative ancora poco conosciute e valorizzate. I contadini di questa zona vivono grazie alla vendita del caffè, che costituisce la principale fonte di reddito. La raccolta manuale è spesso ostacolata dalla presenza dei babbuini, che sono ghiotti di ciliegie di caffè. Non sono previste né la spolatura né la lavatura dei chicchi, fasi cruciali per i caffè dei Presìdi latino-americani. Si tratta infatti di un caffè "naturale" che, dopo la raccolta, prevede esclusivamente l'essiccazione al sole delle ciliegie su reti sospese (lettini).
Il Presidio del caffè selvatico della foresta di Harenna valorizza un prodotto unico e di qualità eccellente (il caffè selvatico di foresta essiccato in modo naturale), accorcia la filiera e tutela la foresta equatoriale. Sostenendo il lavoro dei piccoli raccoglitori e produttori di caffè si amplia il numero di abitanti interessati a proteggere la foresta dai tagli illegali e si crea una rete di sentinelle sul territorio. Nel corso degli anni il Presidio ha consentito ai produttori di migliorare le tecniche di raccolta e di prima trasformazione.
Nel 2011 il Presidio ha rafforzato le strutture di essiccazione, ha promosso il caffè sul mercato locale e internazionale, fornendo nuovi sbocchi commerciali alle associazioni di produttori.
Queste sono divenute socie della Oromia Coffee Farmers Cooperatives Union, la cooperativa commerciale attraverso la quale il caffè del Presìdio è esportato.
Il caffè selvatico della foresta di Harenna ha ottenuto il marchio dei Presìdi Slow Food nel 2012.

Area di produzione
Foresta di Harenna, dipartimento di Dollo-Mena, Parco nazionale del Bale, regione Oromia

Partner Tecnico
Csc (Caffè speciali certificati)


Circa 100 produttori riuniti in due cooperative

Cooperativa Habubi - Ibrahim Jamal (responsabile)

Cooperativa Magnete - Mohamad Tahir (responsabile)
Responsabile del Presidio
Roba Bulga Jilo
tel. +251 911313094
r.jilo@slowfood.it
www.labatafantalle.org

 


 
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