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I Presìdi Slow Food


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Pasta katta di Timbuctu e Gao

Mali

Nata e cresciuta nel luogo esatto in cui finiscono le terre abitate (da uomini, piante e animali) e inizia l'immenso deserto del Sahara, Timbuctu evoca il mistero da tempi immemori.
Capitale di imperi gloriosi, questa città mitica conosce la scrittura da almeno mille anni e custodisce, nelle biblioteche e nelle case di ogni famiglia, migliaia di preziosi manoscritti.
La sua cultura è legata indissolubilmente ad alcuni fattori: gli scambi, ad esempio (è stata lo snodo dei commerci - di sale, oro, tessuti - tra deserto e Africa subsahariana) ma anche il ruolo importante delle donne (la sua magnifica moschea di sabbia è stata finanziata da una donna pia e ricca). L'area di Timbuctu - tra il 1300 e il 1500 - è stata parte dell'impero Songhai, di influenza arabo-islamica.
Anche il cibo è espressione di questa cultura unica. Le preparazioni sono molto più raffinate rispetto alla gastronomia del resto del Paese. A Timbuctu le donne preparano diversi tipi di pani: il wadjila e il tukasu (al vapore), il takula (pagnotte piatte, cotte nei forni di terra che si trovano accanto all'uscio delle case). Confezionano la luttre, una salsiccia di carne di vacca, aglio e spezie.
E preparano i katta, una pasta di farina di grano locale molto particolare, che ha la forma di fili corti e sottili. Per ottenere queste minuscole "trofie", le donne modellano una pallina e poi strappano pezzetti di pasta e li sfregano fra due dita, un'operazione simile alla filatura. Quindi fanno seccare i fili di pasta all'ombra per un giorno intero e poi li tostano in padella, finché diventano di un colore giallo bruno. Se non si consumano subito, sono conservati in sacchi o giare. Tradizionalmente sono lessati - per pochi minuti - in una salsa (a base di pesce essiccato, salsa di pomodoro, carne - di montone o bovino - e spezie) allungata con molta acqua. Un cibo raffinato, che le donne preparano per gli ospiti importanti e nelle feste (soprattutto quelle musulmane: il ramadan, l'eid el fitr, il mawlud, la festa della nascita del profeta Maometto).

Il Presidio è nato nel 2011 (nell'ambito di un progetto realizzato con la FAO e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri - Cooperazione italiana allo sviluppo) per valorizzare la produzione della pasta katta, ma il progetto complessivo si pone diversi obiettivi. Prima di tutto, intende creare a Timbuctu una cooperativa di donne: produttrici di katta, ma anche di altri prodotti artigianali, in particolare diversi tipi di pane.
Il Presidio lavorerà inoltre su tutta la filiera: identificando le varietà locali di grano, coinvolgendo i coltivatori, mappando i gruppi informali di donne produttrici di katta già presenti a Timbuctu e Gao, creando un packaging adeguato e sviluppando la commercializzazione dei katta sul mercato locale e nazionale.

Area di produzione
Timbuctu e Gao

36 produttrici, riunite in due gruppi informali
Referenti del Presidio
Saoudata Walet Aboubacrine
tel.
+223 78775731
tinhinanml@yahoo.fr

Almahdi Alansari
tel.
+223 76028534 – +223 76023737
himbatimbuctu@yahoo.fr

 


 
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