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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - la Biodiversità è vita
 
 

Api e biodiversità


Per la maggior parte delle persone le conoscenze sul miele si esauriscono in poche informazioni: lo fanno le api, è un liquido viscoso, ambrato, appiccicoso e dolce, è un prodotto naturale e fa bene alla salute. In realtà, il miele è il risultato di un rapporto articolato e complesso tra le api e il loro ambiente ed è preziosissimo anche per il benessere del pianeta.

Slow Food e la sua Fondazione lavorano in tutto il mondo, sostenendo e mettendo in rete comunità di produttori di miele di qualità.

Esistono otto Presidi Slow Food per salvaguardare e promuovere le api native dei Sateré-Mawé (in Brasile), il miele bianco del Tigrai e il miele del vulcano Wenchi (in Etiopia), le api native della Sierra Norte di Puebla (in Messico), i mieli di alta montagna e l'ape nera sicula (in Italia), l'ape nera in Svizzera e il miele da bere in Polonia.

Le comunità del cibo di Terra Madre legate all'apicoltura sono oltre 100, in 51 Paesi del mondo.

Slow Food lavora inoltre per catalogare i mieli a rischio di estinzione. In questo momento oltre 20, sono segnalati sull'Arca del Gusto di Slow Food, un elenco online di prodotti da salvare.


Le api
Appartengono a una grande famiglia di insetti (Apoidei) afferente all'ordine degli imenotteri, che raggruppa circa 20.000 specie. Le api che conosciamo comunemente come produttrici di miele fanno parte di un unico genere di questa famiglia (Apis) che comprende 4 specie, suddivise in molteplici razze e sottorazze, frutto del processo di selezione e adattamento ai diversi ecosistemi naturali e antropizzati.
Questi straordinari insetti sociali, al pari di tutti gli altri impollinatori, svolgono una funzione indispensabile alla riproduzione della vita degli ecosistemi naturali e alla sopravvivenza dell'uomo. Sono considerati insetti utili per eccellenza non solo per il ruolo di impollinatori ma anche per la capacità di produrre miele, cera e propoli.

 

Il miele
Ciò che determina le caratteristiche del miele non è tanto la razza delle api, quanto le piante e i fiori che popolano l'ambiente. Il miele è prodotto all'interno dell'alveare, a partire dal nettare dei fiori oppure dalle secrezioni zuccherine emesse dalla pianta stessa o da piccoli insetti che vivono sulle piante. In quest'ultimo caso il prodotto finale si chiamerà melata.
Le api raccolgono queste sostanze, le trasformano combinandole con sostanze specifiche proprie, le disidratano e le immagazzinano lasciandole maturare nei favi dell'alveare La varietà dei mieli è straordinaria, alcuni sono monofloreali, altri sono definiti millefiori.
Ciascun miele rispecchia la biodiversità della flora e degli ecosistemi naturali, così come il sapere, le tecniche e le tradizioni dei produttori.

 

L'ambiente e la biodiversità
Per essere in grado di adattarsi ai cambiamenti e limitare l'insorgere e il diffondersi di parassiti e malattie, l'ambiente deve essere popolato da piante geneticamente diverse. Questa diversità vive grazie all'ausilio degli insetti impollinatori, i quali durante la loro ricerca di cibo (ovvero il nettare dei fiori) trasportano polline da una pianta all'altra operando involontariamente un continuo rimescolamento dei geni delle piante (cross pollination) Nella sola Europa si calcola che l'84% delle 264 specie coltivate dipendano dall'impollinazione degli insetti e che ben 4000 diverse specie vegetali sopravvivano grazie alle api.


Gli apicoltori
L'apicoltura è una pratica millenaria che precede la nascita dell'agricoltura. Nei secoli l'uomo ha imparato a interagire con le api usufruendo del servizio d'impollinazione e raccogliendo miele e cera.
L'apicoltura rimane oggi un'attività economica importantissima nelle zone rurali. Dall'alta montagna fino al cuore delle foreste tropicali, passando per le aree semi-desertiche, l'apicoltura consente alle comunità delle aree marginali di generare reddito e di presidiare il territorio.


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Perché le api sono in pericolo?
Allevate o selvatiche, le popolazioni di api stanno subendo gravi perdite in Europa e negli Stati Uniti, ma anche in Giappone, Taiwan, Brasile e in Africa.

 

In Europa, la mortalità delle colonie di api si è attestata intorno al 20%, mentre negli Stati Uniti le morie di api, nell'inverno del 2013/2014, hanno superato la percentuale del 40%. Insieme alle api, stanno registrando un declino impressionante anche altri insetti impollinatori: bombi, farfalle e falene.

 

L'uomo, con le sue pratiche agronomiche ad alto impatto ambientale e l'uso diffuso di insetticidi, rappresenta la prima minaccia per la sopravvivenza degli impollinatori e per l'equilibro degli ecosistemi. In particolare, risultano altamente nocivi o letali gli insetticidi oggi più utilizzati al mondo su quasi tutte le colture: i neonicotinoidi.

 

Slow Food - insieme a Unaapi - sta portando avanti una campagna a tutela delle api e per bandire i pesticidi killer. Scopri come aderire e cosa puoi fare tu!

 

Per saperne di più:
www.slowfood.it/sloweurope/ita/90/api-e-pesticidi
>> Scarica qui il documento di posizione di Slow Food sulle api


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