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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Il Cellaio di Don Gennaro, Vico Equense (Napoli)

Annamaria Di Mauro


«Sei anni fa abbiamo partecipato per la prima volta al Salone del Gusto e ce ne siamo innamorati. Abbiamo ascoltato alcune interviste di Carlin Petrini e, stimolati dal pensiero di Slow Food, abbiamo deciso di aprire un ristorante». Buono, pulito e giusto, ovviamente.

 

Da tre anni, il Cellaio di Don Gennaro è rinato tra i Monti Lattari e il Golfo di Napoli; oggi gestito da John e Annamaria, un tempo era proprietà del nonno Gennaro.

 

«La curiosità del locale», racconta Annamaria, «è nella struttura: scavata nella roccia naturale con una fessura che non sappiamo fin dove arrivi. Ricordo che mia suocera sosteneva che fosse collegata al mare. Grazie a questa fessura, la temperatura della nostra sala rimane constante (a circa 15°C) per tutto l'anno.»

 

Altre tre persone - oltre ai proprietari - lavorano nel ristorante: una lavapiatti ben disposta ad aiutare in cucina, una ragazza che con grande volontà affianca Annamaria in sala e una cuoca, Mariangela. «Quando è venuta a fare la prova ci ha conquistati con un piatto di linguine preparato con tutti gli scarti della rete dei pescatori: uno spettacolo unico realizzato con le cose più povere che possano esistere!»

 

«Il nostro localino a prima vista può sembrare elegante, invece è la semplicità ciò che lo caratterizza, proprio come i piatti stagionali e tradizionali che prepariamo alla vecchia maniera. I piatti che offriamo, aggiunge Annamaria, sono frutto della tradizione tramandata dalla nostra famiglia e dei ricordi delle donne del posto. Capita, ad esempio, che si vada a fare la spesa da coltivatori anziani ai quali chiediamo di raccontarci le loro vecchie ricette. Come è successo questo inverno quando abbiamo scoperto che qui, in montagna, una volta si usava preparare i friarielli (infiorescenze delle cime di rapa) saltati in padella con peperoncino e pane raffermo. Abbiamo proposto questa semplice ricetta ai nostri clienti... è stato un successone!»

 

Al Cellaio di Don Gennaro si è scelto anche di adoperare le attrezzature di un tempo nella preprazione dei piatti. «Per la realizzazione di molte ricette utilizziamo pentole di terracotta (pignatte) per la cottura nel forno a legna. Ci piace servirle in tavola all'interno delle stesse pignatte, come accade con la zuppa di alici della nonna di Mariangela!»

 

«Cerco sempre un dialogo con i nostri clienti. Mi piace anche accompagnarli in piccoli giochi di degustazione: siamo abituati a offrire entrée di particolari prodotti che chiediamo ai clienti di assaggiare e indovinare in modo tale da stuzzicarli e creare fin da subito un contatto con loro.»

 

«Questo periodo non è dei migliori: il momento della crisi è drammatico ed è la passione che ci fa andare avanti. Siamo stati costretti ad abbassare tutti i prezzi, ma mai la qualità: requisito fondamentale dei prodotti che offriamo», constata Annamaria con una nota di amarezza.
Annamaria e John hanno un orto, un oliveto, un noccioleto e un pollaio dai quali si procurano parte delle materie prime che utilizzano per il loro ristorante. Per quanto riguarda il pesce invece si riforniscono da Ugo, un giovane pescatore amico di famiglia. «Nel momento un cui il ragazzo non riesce a garantirmi un quantitativo sufficiente di pescato, mi rifornisco da una pescheria fidata di Vico che mi procura pesce non allevato e fresco. I miei clienti lo sanno bene che al Cellaio di Don Gennaro si trova solo il pesce del momento».

 

Oggi Il Cellaio di Don Gennaro è un ristorante dell'Alleanza in cui vengono valorizzati sei Presìdi Slow Food della Campania insieme ad altri due, rispettivamente della Puglia e delle Marche: gli
antichi pomodori di Napoli, la colatura tradizionale di alici di Cetara, il conciato romano,
il fagiolo dente di morto di Acerra, il latte nobile dell'Appennino campano, la papaccella napoletana, il capocollo di Martina Franca e il lonzino di fico.

 

L'idea di Annamaria e John è di riuscire un giorno a vendere i Presìdi in un casotto situato nel giardino della loro proprietà. Per il momento li espongono nel locale e spiegano ai clienti (sia a voce sia sul menù) cosa essi siano e la loro storia.

 

Il Cellaio di Don Gennaro
Annamaria Di Mauro
Via Raffaele Bosco, 92
Vico Equense
80069, Napoli
tel. +39 081 8798713
ilcellaiodidongennaro@gmail.com
www.ilcellaiodidongennaro.it
Chiuso domenica e lunedì (solo in inverno)

 


  Il Cellaio di Don Gennaro, Vico Equense (Napoli) Il Cellaio di Don Gennaro, Vico Equense (Napoli) Il Cellaio di Don Gennaro, Vico Equense (Napoli)  
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