Slow Food Slow Food Donate Slow Food Join Us
 
 
Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

Rassegna Stampa  |  English  English

   
   
 
 
 
 
Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - la Biodiversità è vita
 

A Palermo, parte un progetto per il recupero dell'ape nera sicula


17/01/12
Sabato 14 gennaio è stato presentato a Palermo il progetto di reintroduzione dell'ape nera siciliana finanziato dalla Regione Sicilia, Assessorato Agricoltura e Foreste e creato in collaborazione con alcuni istituti di ricerca, innanzi tutto il CRA-API di Bologna (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura - Unità di ricerca di apicoltura), l'Università di Palermo e Catania, l'Istituto Zooprofilattico della Sicilia, la Soat di Collesano, l'apicoltura Amodeo e Slow Food.

L'ape nera siciliana o nera sicula (Apis mellifera siciliana) è una razza autoctona dell'isola, discendente da un ceppo africano, molto diffusa fino agli anni '70 e poi in breve tempo quasi totalmente abbandonata a vantaggio della ligustica - più consona a un'apicoltura commerciale - che oggi garantisce la quasi totalità della produzione di miele siciliana. Un tempo veniva allevata nei bugni di ferula, alveari in legno a forma di cassa rettangolare che, con il passaggio alla ligustica, vennero sostituiti radicalmente da alveari moderni. L'ape sicula rischiò in quegli anni la totale estinzione, evitata grazie agli studi e alle ricerche di un entomologo siciliano, Pietro Genduso, che la studiò per anni dopo la classificazione avvenuta ad opera di Montagano nel 1911. Genduso trasmise questa passione a uno studente, Carlo Amodeo, tuttora l'unico allevatore di api sicule. Gli ultimi bugni di api nere furono ritrovati da Amodeo in un baglio di Carini, dove un vecchio massaro produceva miele con quel sistema antico. I bugni contenevano alcune famiglie di api appartenenti a tre linee genetiche che Carlo Amodeo conservò in isolamento prima a Ustica e poi sulle isole di Vulcano e Filicudi. Nel 2008 Slow Food realizzò un Presidio sull'ape nera sicula che oggi conta otto apicoltori custodi.

 

Grazie al sostegno della Regione e alla collaborazione di alcuni istituti di ricerca, innanzi tutto del CRA-API di Bologna (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura - Unità di ricerca di apicoltura), dell'Università di Palermo e Catania, dell'Istituto Zooprofilattico della Sicilia, della Soat di Collesano e di Slow Food, si spera di poter ampliare il numero di apicoltori disponibili ad allevare api sicule. Aderire non comporta costi (le celle saranno consegnate gratuitamente fino a esaurimento, occorre però impegnarsi a rispettare un regolamento preciso per l'allevamento e aderire all'associazione di allevatori di ape nera che sarà costituita entro il primo anno di avvio del progetto).

 

L'area di reintroduzione sarà l'areale nord occidentale della Sicilia (le province di Palermo, Trapani e Agrigento) dove la presenza di apicoltori professionisti che praticano nomadismo - possibile rischio di contaminazioni con la razza ligustica - è minore.

 

Il progetto prevede la ricerca di nuove linee genetiche, indispensabili per combattere il problema più grave (la consanguineità), la formazione di stazioni di fecondazione in luoghi isolati sull'isola, poiché i costi per la conservazione sulle isole minori sono troppo elevati e scoraggiano gli apicoltori, la valutazione delle prestazioni della nera sicula a paragone con la ligustica. Gli apicoltori che la allevano hanno infatti riscontrato la quasi totale mancanza di morie in Sicilia, la maggiore resistenza alle temperature elevate e alle malattie. Qualità legate al fatto che l'ape nera sicula si è acclimatata nei secoli su un territorio caldo e difficile, approfittando delle resistenze garantite dalla sua origine africana: i dati che emergeranno dal progetto potranno stabilire se questa razza autoctona può essere competitiva con la ligustica.

 

La Fao ha valutato che su 100 specie vegetali che forniscono il 90% del cibo al mondo, ben 71 sono impollinati da api. E' evidente che le caratteristiche della sicula potrebbero renderla molto adatta all'impollinazione nei tunnel, utilizzati da buona parte degli orticoltori siciliani. Un'eventuale maggiore resistenza di questa razza autoctona potrebbe costituire un elemento di grande valore per far fronte ai problemi del settore apistico che anche in Sicilia continua a denunciare difficoltà. Dal punto di vista qualitativo organolettico, il miele di ape nera sicula invece non è diverso del miele di ligustica o di altre razze o ibridi.

 

Gli apicoltori presenti al convegno erano molto numerosi, almeno 150 persone da tutta l'isola. Nonostante alcune osservazioni critiche emerse dagli apicoltori dell'area catanese, dove l'apicoltura fondata sulla ligustica ha dimensioni pressoché industriali, timorosi che un progetto pubblico possa ostacolare l'attività di chi lavora con la ligustica, la giornata si è risolta con grande partecipazione e interesse: i relatori del CRA- API hanno chiarito che il progetto non prevede ostacoli per chi pratica il nomadismo o per chi alleva la ligustica, e che è aperto a tutti coloro che possono garantire l'allevamento in assenza da contaminazioni. Le aree di ripopolamento saranno individuate in zone non interessate da nomadismo e lontane da contaminazioni.

 

Il progetto durerà tre anni, al termine dei quali si spera di dare buone notizie agli apicoltori siciliani: forse si dimostrerà che le api sicule sono meno produttive, ma questa criticità potrebbe essere compensata da una minore necessità di trattamenti contro le malattie e da maggiori prestazioni e resistenza. Fatti i conti, quindi, chissà che il recupero della ape nera sicula non si riveli nel tempo una risorsa imprevista.

 

Per maggiori informazioni su come aderire al progetto è possibile contattare direttamente il CRA-API (rif.to dott. Raffaele Dall'Olio e dott.ssa Cecilia Costa) oppure la Soat di Collesano.

 

Dott. Raffaele Dall'Olio

tel. 051 353103

raffaele.dallolio@entecra.it

 

Dott.ssa Cecilia Costa

cecilia.costa@entecra.it

 

Dott.ssa Maricetta Catalano

Soat di Collesano

tel. 0921 661732

soat.collesano@regione.sicilia.it






   
 
Fondazone Slow Food per la biodiversità ONLUS | Partners Regione Toscana Regione del Veneto
 
 
 

Slow Food - P.IVA 91008360041 - All rights reserved

Powered by Blulab