Slow Food Slow Food Donate Slow Food Join Us
 
 
Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

Rassegna Stampa  |  English  English

   
   
 
 
 
 
Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - la Biodiversità è vita
 

Aggiornamento dal Corno d’Africa


29/08/11
Mentre la peggiore siccità degli ultimi 60 anni attanaglia il Corno d'Africa, il problema più urgente per oltre 12 milioni di persone è la carenza di cibo, causa di 30.000 vittime. Anche le ragioni della crisi meritano attenzione urgente. Sebbene le siccità siano prevalentemente fenomeni naturali, le carenze di cibo e le gravi carestie sono principalmente fenomeni politici, generati da politiche agricole, instabilità politica, cambiamento climatico, land grabbing e ripercussioni del mercato globale sulle economie locali.

I membri della nostra rete africana ci hanno inviato racconti e riflessioni sulla situazione attuale e nei loro commenti c'è un tema ricorrente: l'importanza di ricostruire sistemi alimentari adatti ai climi, agli ambienti e alle culture dei popoli africani. Ecco perché continua il grande sostegno al progetto Mille Orti in Africa, lanciato da Slow Food nel 2010 per sviluppare esempi locali di coltivazione alimentare sostenibile insieme a scuole e comunità di tutto il continente.

 

Un pastore indigeno etiope del popolo Karrayu, che lavora al progetto dell'orto comunitario di Galcha, racconta: "Un nostro proverbio dice che se si vede la morte di un amico, non sarà difficile immaginare la propria. La situazione della Somalia, l'implacabile crollo del suo popolo e l'esodo di massa dal Paese, è una realtà che la mia gente, i Karrayu, affronterà con grande probabilità nei prossimi mesi. Con il progetto dell'orto stiamo avviando un'attività di educazione della comunità che ci guiderà verso il cambiamento radicale di cui abbiamo bisogno".

 

L'orto di Galcha ha lo scopo di migliorare la sussistenza e la gestione ambientale della comunità attraverso lo sviluppo di sistemi colturali e di allevamento. Sono stati piantati alberi multiuso e varietà di sorgo resistenti alla siccità, che possono essere usati per la produzione di cibo e di foraggio per gli animali. Tuttavia, l'assenza di pioggia nell'area da quasi un anno ha causato la morte di tutti gli animali allevati. L'orto continua a sopravvivere, dimostrando come il lento processo del cambiamento può sfociare in risultati molto positivi.

 

In un'altra zona delle pianure etiopi, il popolo Konso ha un altro proverbio: "Senza moringa non c'è vita". Noto localmente come "l'albero dei miracoli", la moringa stenopetala è apprezzata per la sua capacità di resistere a prolungati periodi di siccità. La sua coltivazione, consociata con tuberi, legumi, cereali e piante da ombra come il caffè, consente la creazione di un sistema agro ecologico capace di preservare le proprietà del suolo e di prevenirne l'erosione. In questa regione, cinque orti di Slow Food avranno il compito di riportare in auge questo approccio.

 

In Kenya, dove già sono attivi molti orti, il responsabile locale di Slow Food Samuel Karanja Muhunyu commenta: "Abbiamo completamente accantonato i metodi tradizionali per far fronte alle difficoltà e abbiamo accolto a braccia aperte le nuove tecnologie. Eppure, la nostra gente continua a soffrire la fame. Oggi la nostra sfida consiste nello studiare le pratiche e gli stili di vita tradizionali per poterli sviluppare... Crediamo che la soluzione più sostenibile e a lungo termine sia l'incremento della produzione e del consumo di prodotti indigeni, la cui coltivazione è più ecologica, resistente alla siccità e basata sulla cultura alimentare locale".

 

La carestia che colpisce l'Africa orientale ha trovato grande spazio sui media nell'ultimo mese, apparendo agli occhi del mondo come una calamità abbattutasi sul continente dal giorno alla notte. In realtà il problema esiste da oltre un anno. Sebbene gli aiuti siano fondamentali in situazioni di questo genere, è importante non scoraggiare gli agricoltori né ostacolarne creatività e innovazione nella ricerca di soluzioni a lungo termine introducendo prodotti d'importazione a basso costo e riversando le eccedenze alimentari sui mercati locali.

 

Il progetto Mille Orti in Africa vuole far parte di una soluzione che aiuti a contenere gli impatti del cambiamento climatico, della siccità e del depauperamento del suolo e a costruire solide economie alimentari locali. Finora sono stati adottati 265 orti grazie ai contributi dei moltissimi sostenitori che ci aiutano ad attuare una soluzione efficace e sostenibile, e che auspicano un futuro e una vita migliori per tutti.

 

Vorremmo cogliere questa opportunità per esprimere la nostra solidarietà nei confronti degli amici delle reti di Slow Food e Terra Madre in Africa, che oggi combattono contro la siccità. Abbiamo pubblicato anche una pagina dedicata alla Siccità nel Corno d'Africa sul nostro sito Web, dove saranno pubblicati aggiornamenti e racconti dalla rete.

 

Per contribuire al progetto Mille Orti in Africa e per partecipare al cambiamento in Africa, visitate il sito www.fondazioneslowfood.it.

 





   
 
Fondazone Slow Food per la biodiversità ONLUS | Partners Regione Toscana Regione del Veneto
 
 
 

Slow Food - P.IVA 91008360041 - All rights reserved

Powered by Blulab