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Seminando un'alternativa, in Sudafrica


24/06/11
Nel nostro Paese si coltiva e si produce molto cibo, ma quando noi sudafricani facciamo la spesa, troviamo solo prodotti di seconda qualità perchè le cose migliori sono esportate. Non possiamo comprare né frutta fresca né verdura saporita perché sono spedite in altri Paesi. Il Sudafrica, inoltre, è l'unico paese ad aver accettato la modificazione genetica del suo alimento di base: il mais. Non è noto, ma sono ormai dieci anni che la gente qui mangia mais Ogm.

Le colture tradizionali si trovano solo in aree rurali e sono assenti nei grandi supermercati, dove sempre più persone fanno la spesa. Se una bambina ha fame, per esempio, le viene dato del pane bianco del supermercato. Ma se riusciamo di nuovo a coltivare orti all'interno delle comunità, possiamo fare in modo che le famiglie abbiano verdure, tuberi, cereali, etc.

 

Sono entusiasta del nuovo progetto di Slow Food. I mille orti in Africa saranno un ottimo strumento per dimostrare i limiti della dilagante agricoltura industriale.
Grazie a questo progetto non soltanto continueremo a dire che esiste un'alternativa efficace, ma saremo noi stessi a crearla realmente! Le persone devono sapere che hanno il diritto di mangiare cibo sano e di scegliere cosa produrre. Devono capire che è un loro diritto inalienabile.

 

In Sudafrica, il progetto sta muovendo i primi passi nella provincia del Capo Occidentale attraverso lo sviluppo di orti comunitari. L'accesso alla terra rappresenta una grande sfida in quest'area del Paese, per cui stiamo creando gruppi di agricoltori che riuniscano vicini, amici, famiglie e comunità.

 

Lavoro per l'Ong Surplus People Project (a sostegno di fattorie e agricoltori di piccola scala) e con una rete di 5.000 piccoli produttori, da singole famiglie di contadini a intere comunità. Il progetto Mille orti in Africa partirà proprio da questa rete già esistente e gli orti saranno gestiti dai coltivatori stessi, con responsabilità diverse per ogni fase di lavorazione: concimazione, semina, etc.
In totale creeremo 150 orti in nove province del Paese.

 

Questo progetto porterà molti benefici. Attraverso un sondaggio abbiamo scoperto che le persone usano il 70% e l'80% del loro stipendio per il cibo, per cui questi orti daranno la possibilità alle famiglie di poter spendere i loro soldi per altre cose, come l'istruzione o i libri. Spero inoltre che chi parteciperà a questo progetto riscoprirà i semi delle varietà tradizionali, proteggendoli come se fossero loro figli.

Per me il progetto "Mille Orti in Africa" è più che piantare semi, è un movimento. È nato per fare rumore, per dire che rivogliamo il nostro ambiente, la nostra acqua e il nostro cibo sano!

 

Sithandiwe Yeni
Coordinatrice del progetto orti in Sudafrica

 

Per ulteriori informazioni sul progetto Mille orti
www.fondazioneslowfood.it


Per fare una donazione a favore del progetto, visitate il sito
www.slowfood.it/donate






   
 
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