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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - la Biodiversità è vita
 

I cuochi alleati del mare


26/05/11
A Genova, in occasione di Slow Fish, sabato 28 maggio, alle ore 15, durante il Laboratorio dell'acqua "Che traccia lasciano i pesci?" (sala 1) sarà presentata la campagna Slow Fish in cui Slow Food invita tutti i cuochi protagonisti del progetto dell'Alleanza tra i cuochi italiani e i Presìdi Slow Food a sottoscrivere l'impegno a seguire una serie di comportamenti virtuosi legati all'impiego del pesce nei loro ristoranti, affinché la grave crisi che riguarda i mari del nostro pianeta non diventi irreversibile.


La campagna Slow Fish focalizza l'attenzione sulla pesca artigianale, cerca di ristabilire il delicato equilibrio tra tutela del reddito dei pescatori e salvaguardia delle risorse marine, e invita a evitare alcune specie ittiche a rischio di estinzione. I cuochi hanno un ruolo importante: perché i loro consumi incidono sulle scelte dei pescatori e perché possono informare i consumatori, divulgando a un pubblico ampio la necessità di adottare abitudini di consumo più sostenibili.

Antonio Terzano, chef dell'Osteria Dentro le mura di Termoli (Cb), portavoce dei cuochi aderenti al progetto, presenterà la campagna.


A poche ore dal lancio dell'iniziativa, sono già numerose le adesioni alla campagna Slow Fish. Ecco un primo elenco: Osteria Dentro Le mura di Termoli (Cb), Ristorante "Il Cantuccio" di Buriano Castiglione della Pescaia (Gr), Ristorante "Dispensa Pane e Vini" di Torbiato d'Adro (Bs), Ristorante "Hostaria del vicolo" di Sciacca (Ag), Ristorante "Baldin" di Genova, Ristorante "Scola" di Castelbianco (Sv), Ristorante "Bucun du preve" di Noli (Sv), Ristorante "La Bigoncia" di Genova, Ristorante "Il Tirabusciò" di Arezzo, Ristorante " Cefalicchio Country House" di Canosa di Puglia (Bat), Ristorante " L'osteria della corte" di Odalengo Grande (Al), Osteria Sa Piola della Vecchia Trattoria di Cagliari.


I cuochi s'impegnano a:


- acquistare e valorizzare il pesce dei pescatori artigianali e locali, catturato con tecniche sostenibili in prossimità delle nostre coste, che non determina pesanti costi ambientali di trasporto.

- evitare di cucinare alcune specie a rischio di estinzione: tonno rosso, pesce spada, salmone, squali. Anche il merluzzo, a meno che non provenga dai mari d'Islanda (zona Fao 27).

- evitare di cucinare alcune specie allevate in forma intensiva per il mercato globale perché danneggiano gli ecosistemi in cui sono allevate: salmoni e gamberi tropicali.

- valorizzare specie poco conosciute (esempio: aguglia, sgombro, sugarello, palamita, zerro, pagello, lampuga, pesce pilota, pesce serra, tonno alletterato, cicerello, cavalla, bonito...), tenendo in particolare considerazione i molluschi (vongole, cozze e ostriche, anche da allevamento).

- non cucinare pesce sottotaglia o nella stagione in cui si riproduce
- richiedere ai fornitori un'etichettatura completa e corretta del pesce (l'etichetta deve contenere: nome del pesce, dove è stato pescato, se è selvatico oppure se è stato allevato e come è stato allevato o pescato).

- acquistare il più possibile pesce fresco e non congelato.

- informare sempre i clienti delle ragioni delle loro scelte.


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Per saperne di più
www.presidislowfood.it  






   
 
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