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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - la Biodiversità è vita
 

Un piccolo (grande) orto


22/04/14
La Scuola dei Piccoli Louh si trova nel villaggio di Foumban, in Cameroun. È il primo esempio di formazione laica, nato per iniziativa di un africano, Louh Amadou, e portato avanti da personale africano. Proprio per il suo grande impegno e per i risultati ottenuti, la scuola è stata premiata dall'amministrazione della vasta Regione dell'Ovest del Cameroun come migliore istituto per efficienza, igiene, bellezza e risultati educativi. E tutto questo è stato possibile grazie al contributo del progetto dei 10.000 orti in Africa.

 

Per l'occasione Louh Amadou ci ha raccontato il suo progetto.


Quali sono le attività della scuola?
Le attività didattiche per i ragazzi della scuola seguono i programmi ufficiali del Ministero dell'Educazione del Cameroun. Nella scuola per l'infanzia, accogliamo bambini a partire dai tre anni: le principali attività sono giochi educativi e lezioni manuali e artistiche. Durante il percorso cerchiamo anche di fornire gli insegnamenti di base per facilitare l'ingresso alla scuola elementare, come i primi passi nella lettura e concetti matematici di base. Gli allievi iniziano le scuole elementari a sei anni e imparano a leggere, scrivere e far di conto per due anni. Vengono preparati alla scuola superiore, non solo attraverso lezioni teoriche, ma anche con attività pratiche di artigianato, orticoltura, giardinaggio, sport, e molto altro ancora.

 

La scuola quindi ha un orto?
L'orto fa parte del progetto dei 10000 orti di Slow Food. Ho acquistato un grande terreno, che ho suddiviso in tre parti: il mio orto, l'orto scolastico e l'area per le attività ludiche della scuola. Gli alunni della scuola sono circa 200, ma solo 30 (di età compresa tra gli 8 e i 10 anni) sono coinvolti nelle attività dell'orto sotto la guida di tre insegnanti. Durante l'anno scolastico, gli allievi si occupano di piantare i semi, pulire, zappare, potare, concimare, e molto altro ancora. Sono utilizzati esclusivamente fertilizzanti biologici: gli studenti raccolgono il guano dei polli e altre materie organiche e trasportano tutto nell'orto. Le sementi vengono comprate o scambiate al villaggio, mentre per l'irrigazione è usata l'acqua piovana.


Cosa coltivate?
Crescono limoni, mandarini, pompelmi, ciliegie, avocadi, manghi, macadamie, safoutier (Dacryodes edulis, un albero oleifero), alberi della famiglia delle Bombacaceae, neuphrier, e non solo. Tra gli alberi sono presenti banani, palme, acacie, podocarpus (una conifera), eucalipto, tek e melina. Tra i fiori, invece, si possono trovare ibischi, rose, bouganville, dalie e frangipani (cioè, arbusti conosciuti anche con il nome di fiori dei templi).

 

Quali sono state le difficoltà incontrate per questo progetto?
All'inizio non immaginavo il lavoro necessario per un orto. Abbiamo richiesto aiuto a degli esperti per imparare a seminare, a fare il compost e offrire gli elementi nutritivi necessari al terreno. Oggi trasmettiamo queste conoscenze agli allievi e le sole difficoltà sono la siccità e alcuni insetti che attaccano frutti e foglie. Abbiamo iniziato a raccogliere l'acqua piovana, quindi spero che riusciremo a gestire meglio le piantagioni.

 

I ragazzi continuano a coltivare un orto dopo la scuola?
È difficile rispondere a questa domanda. Ogni anno distribuisco semi agli allievi e chiedo loro di seguirne la crescita. Alla fine dell'anno chiedo di portarmi la pianta per potergli dare un voto. Dopo domando loro di piantarla nel loro orto. Quando terminano il ciclo scolastico non ho più notizie dei miei allievi, quindi non so se i miei sforzi siano premiati. Ciò che ritengo più importante però è dare le conoscenze utili per far crescere un orto e insegnare loro l'importanza di questa attività. In qualunque caso non è mai tempo perso. Sono ottimista.


Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Oltre a continuare le nostre attività nell'orto scolastico, vorremmo creare un giardino botanico a cui i ragazzi della città di Foumban possano fare visita e in cui si possano tenere lezioni pratiche. Sicuramente vogliamo cercare di far capire l'importanza di queste attività, anche comunicandole all'estero: siamo gemellati con la scuola Italo Calvino di Moncalieri, in Italia. I ragazzi si scrivono e raccontano le loro esperienze negli orti ed è molto utile per incoraggiarsi a vicenda. L'aiuto di Slow Food è stato e sarà fondamentale, soprattutto perché per il momento ci ha fornito materiali utili e ci ha aiutato ad apprendere a coltivare prodotti genuini, a fertilizzare i nostri terreni con componenti nutrivi a base biologica e a raccogliere l'acqua piovana.

 

Questo è solo uno dei 10.000 orti che Slow Food sta creando in tutto il continente africano! Aiutaci anche tu a realizzare questo sogno. Sostieni un orto:
www.slowfood.it/donate






   
 
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