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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - la Biodiversità è vita
 

Slow Food su due ruote


06/04/14
Siamo Andrea e Umberto, due appassionati motociclisti. Ci siamo conosciuti nel 2010 in Africa e la passione per le due ruote - unita a vicende personali che ci hanno permesso di avere molto tempo libero - ci ha spinto a decidere di attraversare l'intero continente africano.

 

Abbiamo così iniziato a pianificare il nostro viaggio. L'idea iniziale era quella di viaggiare da Tunisi a Cape Town, attraverso le due punte estreme del continente; purtroppo però ci è stato negato il permesso di attraversare l'Egitto e, alla fine, abbiamo deciso di partire da Addis Abeba, in Etiopia.

 

Non volevamo però essere semplici turisti. Volevamo farci portavoce di tutte le realtà virtuose che avremmo incontrato in questo continente e volevamo capire in prima persona come l'Occidente operi nel campo della cooperazione e dello sviluppo. Abbiamo così iniziato a raccogliere informazioni sulle missioni e sulle Ong presenti lungo il nostro percorso e siamo entrati in contatto con realtà - piccole e grandi - fantastiche.

 

Conoscevo da tempo Slow Food e, lo ammetto, sono appassionato del mangiar bene! Così per caso mi sono imbattuto nel sito della Fondazione Slow Food e, tra i tanti progetti, ho scoperto i 10.000 orti in Africa e i Presìdi...e la cosa mi è piaciuta molto! L'idea di tutelare prodotti e realtà economiche che rischiano l'estinzione se travolti dalla globalizzazione delle multinazionali è giusta. Allora è stato semplice: una mail, un contatto e un riscontro positivo. Bene, siamo partiti.

 

Scelti complessivamente quelli che potevano essere i nostri obiettivi, ci siamo, un po' ingenuamente, lanciati in quella che speravamo una pubblicità per una raccolta fondi...un'estate intera passata a girare per piazze italiane con volantini e tabelloni, a parlare di ciò che avremmo fatto noi e delle realtà che avremmo incontrato nella speranza di sentirci dire che qualcosa era stato raccolto. Purtroppo però - sia per la crisi che ha colpito tutti sia per il fatto che non siamo volti conosciuti - non siamo riusciti a fare granché. Per quanto dispiaciuti non ci siamo mica scoraggiati e abbiamo proceduto; il nostro obiettivo è rimasto raccogliere durante il viaggio foto e filmati per informare.

 

Siamo così partiti per l'Etiopia passando per Wukro dove si produce il miele bianco del Tigrai, Presidio Slow Food. Qui abbiamo incontrato Alem, il referente del Presidio. Alem parla amarico e tigrino, poco inglese (come me!) quindi abbiamo subito bisogno di un traduttore! Capiamo che qui Slow Food non ha solo formato la gente per migliorare la qualità produttivo di questo prodotto unico, ma ha anche lavorato per creare importanti canali commerciali...ottima iniziativa!

 

Alem ci ha poi invitato ad andare a vedere l'area dove sono tenute le arnie bardati con tanto di tute! Ci raccontano che ci sono qualcosa come quattrocento arnie dai quali riescono a ricavare annualmente ben 90 quintali di miele diviso tra miele bianco, giallo e rosso...anche se la parte forte, con ben il 90% della produzione, lo fa proprio il miele bianco...

 

Ad Hawassa (Etiopia) abbiamo visitato un'altra realtà di SlowFood: l'orto scolastico della SOS Children School. A presentarci questo progetto è stato il professor Manna, preside della scuola che, grazie alla campagna 10.000 orti in Africa, è riuscita a fornire l'aiuto necessario per creare un orto didattico e a dare sostentamento alla scuola per buona parte dell'anno.

 

Il viaggio è poi proseguito in Kenia, dove abbiamo trascorso un altro mese abbondante. Qui abbiamo conosciuto un altro responsabile locale con il quale abbiamo visitato il sale di canna del fiume Nzoia, un Presidio a nord di Kisumo (sul lago Vittoria). Il sale in questo fiume è estratto da canne! I contadini locali ci hanno accompagnato nella visita e ci hanno fatto vedere tutta la procedura necessaria per la produzione. Decisamente fuori dal comune! Senza l'aiuto di Slow Food, questa realtà rischierebbe di scomparire perché è un procedimento talmente particolare da non sopportare la concorrenza del normale sale in commercio. In questi casi si può apprezzare maggiormente l'intervento di Slow Food e, sarò onesto, la domanda mi sorge sempre spontanea...ma come le trovano queste chicche!?

 

Siamo quindi passati in Tanzania dove abbiamo visitato il progetto della Ong Cast a Songea. Qui abbiamo conosciuto Marco, il responsabile di questo progetto, che oltre a mostrarci quanto stanno facendo loro ci presenta anche un amico di un'altra organizzazione (CoPE). Vuoi non vedere quello che fanno? Assolutamente...quindi siamo stati un giorno in più per vedere anche il loro progetto e cosa veniamo a scoprire? Che il loro progetto ha avuto una collaborazione con Slow Food! E allora abbiamo visitato anche due orti in un asilo e in una scuola!

 

Oggi siamo in Malawi dove abbiamo conosciuto Manvester, uno dei responsabili dei progetti Slow Food; è contento di vederci e quando ci porta a vedere gli orti, ha in serbo per noi una sorpresa...in un orto, i ragazzi della scuola ci accolgono cantando in gruppo! L'entusiasmo per tutte queste iniziative è ben visibile...

 

Andrea e Umberto

 

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Per saperne di più sul progetto Transafricasmile:
http://transafricasmile.jimdo.com

 

Adotta anche tu un orto! Scopri come!
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