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Sicilia, quale onore!


04/02/14
Si è svolta a Palermo, a fine gennaio, la premiazione della settima edizione di Best in Sicily, l'ormai noto premio enogastronomico siciliano ideato dalla rivista Cronache di Gusto. Quest'anno, tra i vincitori del premio, si sono distinti anche due produttori dei Presìdi Slow Food: il panificatore di Castelvetrano, Tommaso Rizzo, e la produttrice di provola delle Madonie, Grazia Sandra Invidiata.

 

«I premi sono destinati a dodici categorie di produttori - spiega Grazia Sandra Invidiata - e a un sindaco che ha scommesso più di altri sull'enogastronomia del territorio siciliano: uomini e donne che si distinguono per lo spirito imprenditoriale e l'instancabile grinta e passione. Accanto ai nomi più noti del settore, compaiono anche piccoli e piccolissimi produttori, con la loro storia fatta di sogni, scommesse e duro lavoro».

 

Stagionata almeno tre mesi, la provola delle Madonie della signora Invidiata è un tipico formaggio vaccino a pasta filata; ha la forma di un fiasco panciuto e la crosta liscia e sottile di color giallo paglierino. Il prodotto ha vinto il riconoscimento per la sua compattezza e, allo stesso tempo, per la sua elasticità: il sapore dolce e delicato ha conquistato i giudici che l'hanno promossa a miglior prodotto caseario.

 

«Non produciamo solo la provola, - continua Grazia Sandra Invidiata - ma anche altri prodotti tipici, come i formaggi con le arance, con i limoni, gli erborinati. Non è facile vivere del nostro lavoro e il sacrificio è tanto: non si tratta solo della fatica per produrli secondo i princìpi della tradizione, ma anche il faticoso impegno di farli conoscere e venderli, lungo tutta la regione, attraverso mercati, fiere e distributori specializzati. Ricevere un premio come Best in Sicily è stato una sorpresa, oltre che un onore: la popolazione locale è ancora molto lontana dal comprendere il valore delle produzioni biologiche e del lavoro di chi le porta avanti, ma riconoscimenti come questi possono aiutare la diffusione della conoscenza e favorire la comunicazione e la rete tra gli stessi produttori, che non si sentiranno più soli».

 

Anche Tommaso Rizzo è rimasto sorpreso per il riconoscimento. Il suo pane nero di Castelvetrano è stato infatti giudicato il miglior prodotto di panificio dell'anno. Il suo colore deriva dalla materia prima: si impasta miscelando due farine, quella di grano duro siciliano e quella ricavata da un'antica popolazione di frumento locale, la timiìa, entrambi integrali e moliti con macine a pietra naturali. Proprio grazie alla rarissima timila e alla sua lenta cottura a fiamme spente, il pane di Castelvetrano diventa nero e straordinariamente dolce e gustoso, con profumi intensi e un particolare aroma di tostato.

 

«Non sapevo di essere candidato a questo prestigioso premio. - ha dichiarato Rizzo - Quando ho ricevuto la telefonata dal direttore del giornale, Fabrizio Carrera, non volevo credere alle mie orecchie. Questo riconoscimento, ottenuto quasi alla fine della mia carriera, mi gratifica e mi fa dimenticare i tanti sacrifici per raggiungere questo ambito traguardo. È stata una lunga e dura lotta, ma penso ne sia valsa la pena».

 

Effettivamente la battaglia di Tommaso Rizzo per l'eccellenza del suo prodotto non è stata semplice. «È stata e continua a essere effettivamente una crociata. - ammette Rizzo - Può sembrare un paradosso, ma sono rimasto l'unico panificatore del pane nero di Castelvetrano, l'unico a fare il pane con lievito madre. E ne sono fiero. Oggi il mio pane nero è venduto in molte citta della Sicilia e d'Italia e se ho raggiunto questi traguardi è grazie a Slow Food e al grande lavoro di squadra che riuscite a fare tutti voi. Per questo dedico il mio premio anche a Slow Food».

 

In effetti, altri panificatori hanno scelto di passare alla produzione con il lievito di birra, che permette, tra il resto, prezzi di concorrenza più favorevoli per il prodotto. La speranza che il prodotto tradizionale però non scompaia c'è: sembra, infatti, che alcuni panificatori vogliano imparare l'arte del signor Tommaso ed entrare a far parte del Presidio Slow Food.

 

«Nel nostro Sud mancano scuole per la panificazione e questo rende ogni giorno più difficile il lavoro, così come il ricambio generazionale. Il premio Best of Sicily è un vero e proprio trampolino di lancio e anche la prova che finalmente è chiaro a tutti, specie alle istituzioni, che bisogna continuare ad investire sui prodotti d'eccellenza, facendo squadra e puntando a diventare un'unica grande eccellenza che finalmente faccia risplendere il valore della nostra regione».

 

 






   
 
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