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Gli Orti in Sudafrica


07/01/14
Vi parliamo del Sudafrica e delle belle cose che stanno succedendo lì in tema di sviluppo rurale sostenibile.

Slow Food da più di un anno si è impegnata nella realizzazione di mille orti in Africa: obiettivo raggiunto e che vogliamo rilanciare, da qui al 2016, fino ad arrivare a 10.000. Con quest’avventura abbiamo scoperto come le cose cambino in fretta nelle piccole comunità africane grazie a un semplice orto famigliare, comunitario o scolastico. Un orto genera sicurezza alimentare, riavvicina le giovani generazioni all’agricoltura, preserva antiche varietà vegetali e tradizioni gastronomiche; permette di fare rete per individuare i nuovi leader del futuro riscatto africano. In Sudafrica è possibile visitare in maniera relativamente comoda questi progetti, per esempio nella zona del Capo Occidentale, nel raggio di alcune decine di chilometri dal capoluogo, Cape Town. Lì è basato il Surplus People Project, l’organizzazione locale che ha coordinato la realizzazione degli orti in questa parte del Paese e che organizza le visite attorno a Citrusdal, a un paio d’ore di macchina da Cape Town.

Nella municipalità di Cederberg c’è per esempio l’orto comunitario del gruppo Tharaqua, contadini che coltivano varietà per lo più indigene, attraverso metodi agricoli tradizionali e lo scambio dei semi. Sono anche apicoltori. Silwersriut, è poi un’enorme fattoria che produce limoni a livello industriale ma che ospita molti contadini. Uno di loro è rimasto colpito dal progetto e ha impiantato nell’area un piccolo orto per la sua famiglia e per aiutare i meno abbienti: è una piccola oasi in mezzo a una produzione intensiva, che utilizza la poca terra in disuso. Nella fattoria Groenlei, invece, ha sede un orto che aiuta i tanti braccianti a fare comunità, sempre attorno alle loro varietà indigene e a metodi agricoli sostenibili, in condizioni molto difficili. C’è poi la splendida cittadina di Wupperthal, nel cuore del Cederberg, una gemma rurale ricca di conoscenze e tradizioni indigene. Qui 400 famiglie coltivano orti propri e ne hanno creato uno comunitario per il fabbisogno di tutti. Ad esempio, si vorrebbe reimpiantare una varietà di patata dolce molto cara e apprezzata dai locali, ma quasi scomparsa. L’orto comunitario la diffonde. Se siete a Cape Town, inoltre, consigliamo di visitare il negozio di formaggi Get Stuffed (getstuffed.co.za), che tra le prelibatezze vende i formaggi a latte crudo del Sudafrica, una rarità e una nuova diversità produttiva, di grande qualità e tutelata da un Presidio Slow Food. Infine, merita una gita un po’ più lunga la città di Sedgefield, a Est, che ospita un mercato contadino, il Wild Oats Market, in grado di valorizzare la produzione di piccolasca la del Klein Karoo, la regione semi-desertica meridionale del Capo Occidentale. Un’area ricca di biodiversità, sfruttata al meglio da tanti piccoli contadini, alcuni riuniti nella Klein Karoo Organic Initiative e tutti alleprese con la riconversione al biologico di queste terre.

c. petrini@slowfood
Da La Repubblica del 18 dicembre 2013
In foto: Presidio Slow Food Rooibos © Paola Viesi 2012





   
 
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