11/06/12
Al momento l'associazione, è molto attiva nelle zone interessate dal terremoto delle scorse settimane...
Aggiornamento del 8 giugno, ore 16.00
Pubblichiamo un elenco che costantemente aggiorneremo e integreremo sui produttori o sugli osti della rete Slow Food che hanno avuto danni nel corso del terremoto e che è possibile aiutare anche acquistando direttamente i loro prodotti.
Acquistiamo l'aceto balsamico della Lanterna di Diogene e della cooperativa La lucciola di Solara di Bomporto (Mo) www.lalucciola.org
La lanterna di Diogene a Solara di Bomporto (appartenente all'Alleanza tra i cuochi italiani e i Presìdi Slow Food), è gestita da Giovanni Cuocci e dai ragazzi diversamente abili della Cooperativa La Lucciola. Con il terremoto, le botti dell'acetaia sono danneggiate e molte hanno perso il loro contenuto. Alla "La Lanterna di Diogene" lavorano anche persone con sindrome di Down, psicosi, paralisi cerebrale infantile. Coltivano la terra, allevano gli animali e trasformano tutto questo in piatti da offrire ai clienti dell'osteria. Coltivano pure un vigneto di trebbiano per la produzione di aceto balsamico tradizionale di Modena. La cooperativa sociale La lucciola, che ospita molti bambini, è inagibile e quelli che seguono le terapie sono ospitati sotto i tendoni in giardino. Loro vorrebbero lavorare, invece nessuno in questi giorni va all'Osteria. Vi chiediamo di andare a mangiare alla sua osteria e acquistare l'aceto balsamico, quello che sono riusciti a conservare.
I prodotti in vendita sono: aceto balsamico tradizionale di Modena, invecchiato 12 anni, bottiglia da 100 ml costa: 1 x 50 euro; 2 x 90 euro; 5 x 200 euro; 10 x 360 euro. Se invece acquistate in sede, da 100 ml costa 35 euro, mentre quella da 40 ml 15 euro.
Riferimento:
Giovanni Cuocci
tel. 328 7236256
lalanterna@lalucciola.org
Il Birrificio artigianale Vecchia Orsa di Crevalcore ha locali danneggiati e inagibili (www.fattoriabilita.it). Gestito da una cooperativa sociale che impiega persone svantaggiate e, anche grazie a loro, gestisce un podere agricolo di 20 ettari, il locale ristorazione-birreria e il piccolo birrificio; ha prodotto la prima cotta nel 2008 e dal 2010 è segnalato sulla nostra "Guida alle birre d'Italia". Ora la produzione è sospesa, riprenderà a settembre nei locali nuovi, ma nello spaccio ci sono ancora bottiglie da vendere, invitiamo chi ne ha la possibilità di andare ad acquistarle direttamente in azienda.
Trattoria Entrà di Antonio Previdi (appartenente all'Alleanza tra i cuochi italiani e i Presìdi Slow Food): dopo il primo terremoto del 20 maggio - che aveva distrutto la cristalleria , le stoviglie e le bottiglie della cantina, ma non le strutture dove erano comparse solo alcune crepe - Antonio aveva già provveduto con l'aiuto di colleghi e amici a ripulire i locali e addirittura tinteggiare le pareti. Era pronto per la riapertura quando, il 29 maggio, è arrivato il secondo terremoto. La trattoria fortunatamente era stata restaurata l'anno scorso e quindi non è crollata, come è successo invece a molte abitazioni delle campagne circostanti. Si sono aperte però crepe importanti, sono crollati comignoli e i vigili hanno dichiarato l'inagibilità totale della trattoria. Antonio, la moglie e sua figlia, una bambina molto piccola, che vivevano al piano superiore del locale, ora dormono nel cortile, in una tenda. Adesso sono necessari lavori importanti e Antonio dovrà sostenere spese rilevanti nei prossimi mesi. Vorremmo aiutarlo a ricostituire la sua cantina: stiamo chiedendo alla rete di produttori di vino, rivenditori di vino di aiutarlo per poter riaprire al più presto. Se volete contribuire potete fare una donazione specifica al conto corrente che abbiamo istituito oppure vi invitiamo ad andare a mangiare in Trattoria.
BiRen - Birrificio Renazzese - www.labirrabiren.it
Col primo sisma del 20 maggio hanno avuto danni alla produzione con rottura di scaffali e bottiglie, la struttura non è stata danneggiata. I serbatoi sono stati rimessi in piedi.
Hanno ripreso la produzione: chi vuole acquistare può andare direttamente al birrificio.
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Quando succedono eventi come i ripetuti sismi in Emilia e nei territori limitrofi, se si fa parte di un'associazione molto radicata nel Paese, inevitabilmente ognuno di noi ne è toccato in qualche modo. Perché tutto questo coinvolge i nostri amici: fiduciari, soci, osti, contadini, chi fa la birra, il formaggio, l'aceto balsamico, il vino. Viene subito spontaneo pensare cosa si può fare per dare un mano, anche se non si sa da dove cominciare. Dopo la prima forte scossa dello scorso 20 maggio stavamo ragionando di quali iniziative attivare: le nuove forti scosse del 29 maggio e lo sciame sismico che continua in queste ore ci ha lasciato senza parole e per qualche ora quasi inebetiti. Ma di nuovo la rete associativa si è messa in moto.
Intanto abbiamo attivato un conto per raccogliere fondi (UNICREDIT BANCA - codice Iban: IT12P0200846041000102096108 - causale del versamento: raccolta fondi pro Emilia) per sostenere le comunità e le realtà produttive più colpite. Dopo il secondo forte terremoto il numero delle persone coinvolte e l'entità dei danni si sono purtroppo molto aggravati. È sicuramente ancora troppo presto per capire chi avrà davvero bisogno dei fondi che raccoglieremo: presumibilmente chi ha fatto un mutuo ipotecando la propria attività che ora è bloccata, i piccoli contadini che già facevano fatica a rientrare delle spese, chi ha perso quasi tutto, se non tutto. Sono già tante le segnalazioni che cominciano ad arrivare a Slow Food Emilia Romagna e alla Sede Nazionale.
Al momento possiamo dire che l'associazione, è molto attiva nelle zone interessate. Attiva nel cercare di capire più precisamente quali sono stati i danni nelle campagne più isolate, a scapito di quei produttori che non hanno la stessa forza e la stessa voce delle tante belle realtà industriali locali che giustamente hanno subito lanciato i propri appelli. Stiamo andando a trovare le persone per vedere come stanno. Ci ha colpito come Antonio Previdi, dell'Osteria Entrà di Massa Finalese nei pressi di Finale Emilia, abbia immediatamente raccolto l'appello di Slow Food Emilia Romagna per sentire tutti i contatti della propria rete locale di produttori, per andarli a visitare e cominciare a capire meglio le situazioni in cui versano le loro attività. Antonio con il secondo terremoto è stato costretto a chiudere l'osteria, dichiarata inagibile, ma non si ferma e presto ripartirà. E noi con lui, come con tutti gli altri appartenenti alla rete emiliana di Slow Food che si stanno mobilitando per quanto le loro situazioni personali e familiari gli consentono.
Inutile dire che siamo loro vicini come siamo vicini a tutta la popolazione coinvolta. Noi cominciamo la raccolta fondi: loro presto ci faranno sapere come meglio impiegarli, e noi lo comunicheremo. Ma fin da subito promettiamo che appena la situazione si sarà un po' normalizzata, appena non rischieremo più di essere invadenti, organizzeremo dei viaggi dalle Condotte di tutta Italia per andare a mangiare nelle osterie, per andare a fare acquisti dai produttori, ma più di tutto per far sentire fisicamente che siamo con loro: un amico che ti viene a trovare in questi casi serve tanto quanto le risorse economiche. Forse di più, perché altrimenti si rischia di rimanere soli.
Ecco i nostri amici (e tutti i loro concittadini) non saranno soli, questo è sicuro.
Ricordiamo le coordinate per fare il versamento:
UNICREDIT BANCA
Codice Iban: IT12P0200846041000102096108
Causale del versamento: raccolta fondi pro Emilia
Puoi anche donare via carta di credito. Clicca qui!
E vi anticipiamo che nei prossimi giorni metteremo a disposizione per donazioni delle diverse spillature di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena che Slow Food si è aggiudicata in un asta benefica nel 2007. Naturalmente devolveremo l'intero incassato alla causa degli amici emiliani.
Il conto donazioni permette a chiunque desideri fare un versamento per cassa da uno sportello UniCredit di non pagare commissioni. Per bonifici da altri istituto di credito potranno essere applicate commissioni secondo le regole della banca in questione.