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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - la Biodiversità è vita
 

La ricetta vincente di un orto slow


10/04/12
Lezioni dal progetto Mille orti in Africa in dieci passi...

 

L'ambizioso progetto di creare 1000 orti in Africa è al giro di boa (gli orti sono già 580 e continuano a crescere!).


Ecco dieci regole che consentono di realizzare un orto buono, pulito e giusto in qualsiasi luogo del mondo. Sono regole semplici, elaborate grazie all'esperienza e alle competenze di chi sta lavorando sul campo.

 

1. Create la squadra ideale
Per realizzare un orto comunitario che funzioni, la prima cosa da fare è coinvolgere la comunità, attingendo alle capacità di ciascuno. La comunità, infatti, è una riserva inesauribile di conoscenze e abilità.
Gli anziani, spesso, possiedono preziose conoscenze sugli alimenti tradizionali, sanno come combattere gli insetti nocivi con metodi naturali, e così via. In uno degli orti della Guinea Bissau, ad esempio, un anziano ha indicato ai coordinatori del progetto una pianta autoctona in grado di proteggere l'orto dalle termiti. Nessuno tra i giovani, né tra gli esperti conosceva questo rimedio.
I contadini sanno come coltivare e lavorare al meglio nel loro clima e nella loro terra. Gli insegnanti possono contribuire all'elaborazione di attività educative complementari. I media locali possono raccontare la storia del progetto. Gli agronomi sono in grado di fornire spiegazioni scientifiche e assistenza tecnica. I giovani hanno l'energia e lo spirito d'iniziativa per agire.

 

2. Osservate, prima di fare
Imparate dalla storia e da altre esperienze positive. Visitate gli orti scolastici e comunitari vicini per apprendere dai loro successi ed errori. Osservate attentamente il vostro territorio per conoscere le varietà locali, selvatiche e coltivate. Collaborate con programmi e organizzazioni che lavorano a progetti alimentari sostenibili.

 

3. Individuate un terreno disponibile
Non dev'essere necessariamente un'area molto grande. In Senegal, la Mbao High School ha realizzato un orto intorno al perimetro della scuola, creando un lungo appezzamento a forma di L. Osservate lo spazio con occhio creativo e individuate il terreno che può essere coltivato (un tetto? una stradina?), oppure chiedete consigli o rivolgetevi alle istituzioni della comunità: potrebbero mettere a disposizione dei terreni.

 

4. Progettate l'orto
Prima di sporcarvi le mani, sviluppate un progetto che definisca le aree destinate alle aiuole, al compost, ai sentieri, al deposito degli attrezzi, ecc. I contadini e gli agronomi del team contribuiranno in modo prezioso a questa fase, poiché sanno dove crescono meglio determinate specie e quali piante è meglio piantare insieme.

 

5. Scegliete cosa coltivare
Preferite le varietà tradizionali del vostro territorio, più adatte al clima e al suolo, cui si sono acclimatate nel corso dei secoli grazie alla selezione dell'uomo. Le varietà tradizionali preservano la biodiversità, sono più resistenti, richiedono meno fertilizzanti e pesticidi, e sono quindi più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico. Se non sapete come trovarle (talvolta i contadini locali non le coltivano più) provate a rivolgervi alle società orticole e ai gruppi che si occupano di conservazione dei semi.


6. Procuratevi i semi
Se i vivai locali non hanno varietà autoctone o tradizionali, potete recuperare i semi in molti luoghi: banche dei semi, contadini, istituti di ricerca. Uno degli obiettivi principali dell'orto è produrre in modo autonomo i propri semi, raggiungendo poco per volta l'autosufficienza. I semi si possono produrre anche per gli orti vicini, si possono scambiare all'interno della comunità o con le comunità vicine. In Uganda, ad esempio, la scuola materna di Buiga Sun Rise ha iniziato a produrre semi un paio di anni fa, ma ne ha sempre più di quanti ne servano per la stagione successiva. La soluzione? I semi in eccesso vengono donati alle scuole vicine che non ne hanno e che ricambiano il favore la stagione successiva, sotto forma di semi diversi.

 

7. Procuratevi gli attrezzi
Fate un elenco degli attrezzi essenziali per iniziare il lavoro e degli oggetti che vorreste acquistare in futuro. In questo modo la raccolta dei fondi necessari per l'orto potrà essere eseguita in diverse fasi. Chiedete contributi alle aziende locali. Usate al meglio ciò che avete già, domandate ai membri della comunità di cercare nei loro ripostigli. Nella Repubblica Democratica del Congo, ad esempio, i contadini di Kinshasa portano spesso da casa rastrelli, zappe, pale o innaffiatoi quando sono necessari, e mettono insieme i loro soldi per comprare il resto.

 

8. Usate metodi sostenibili
Le sostanze naturali per migliorare la fertilità del suolo e per combattere insetti nocivi e malattie sono efficaci se incluse in un sistema integrato, che preveda anche la rotazione delle colture (evitando la coltivazione della stessa specie nella stessa sezione dell'orto per più anni consecutivi, ad esempio pomodori seguiti da pomodori) e la coltura consociata (le piante sono in grado di aiutarsi reciprocamente).

 

9. Trasformate l'orto in un'aula all'aperto
Gli orti sono un'ottima opportunità per far conoscere ad adulti e bambini le varietà vegetali autoctone, i metodi di coltivazione ecologici, l'importanza di una dieta varia. Grazie alla loro natura interdisciplinare, consentono infatti di studiare tanti argomenti diversi: la storia, tramite le tradizioni culturali e le colture; la geografia, partendo dall'origine dei prodotti; la matematica e la geometria, nella pianificazione dell'orto e nel calcolo del valore previsto dei suoi prodotti. Gli studenti di un orto in Sud Africa, ad esempio, hanno studiato in classe il ciclo di vita delle farfalle e poi sono andati nel campo per osservare larve e bozzoli. Gli orti offrono inoltre ai bambini l'opportunità di studiare argomenti come le tradizioni alimentari e la corretta nutrizione, che altrimenti non sono affrontati in classe.

 

10. Divertitevi!
Secondo la filosofia di Slow Food, la responsabilità deve andare a braccetto con il piacere. Cosa sarebbe un orto buono, pulito e giusto senza una buona dose di divertimento? Gli orti possono rafforzare la comunità, trasmettere un senso di appartenenza ai suoi membri, riunire generazioni e gruppi sociali diversi, creando momenti di convivialità, solidarietà e amicizia.
In Uganda, ad esempio, il convivium di Mukono organizza ogni anno feste della frutta e dei succhi: i bambini della scuola locale preparano succhi freschi e mangiano la frutta raccolta negli orti della scuola, festeggiando insieme a genitori, insegnanti e leader locali.


Cosa aspettate? Seguite i nostri amici del progetto - dalla Tunisia al Sud Africa - tiratevi su le maniche e iniziate a seminare!

 

Per sostenere il progetto Mille Orti in Africa o per adottare un orto, visitate il sito: www.fondazioneslowfood.it

 

Per le linee guida più dettagliate sulla creazione di un orto, consultate il vademecum dei Mille Orti in Africa: www.fondazioneslowfood.it

 

Attività di educazione Slow Food: www.slowfood.it/educazione

 





   
 
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