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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - Alleanza tra i cuochi italiani e i Presìdi Slow Food
 
 

Osteria La Madonnetta, Marostica (Venezia)

Anna Maria e Sandro Guerra


L'osteria Madonnetta si trova nel bel centro storico murato di Marostica da più di cent'anni: aperta nel 1904 da Giuseppe Polita, è passata attraverso più generazioni della stessa famiglia, giungendo fino a Barbara, Sandro e Wladimiro, coadiuvati in cucina dalla energica mamma Anna Maria. Già segnalata tra le osterie Slow Food, a partire dal 2009 fa parte della rete dei Cuochi dell'Alleanza con i Presìdi Slow Food.


«Saremmo venuti anche a febbraio, anche con la neve! - esordisce Anna Maria al termine del primo incontro dei Cuochi dell'Alleanza con i Presìdi Slow Food. Credo alla filosofia di Slow Food, ci tengo alla cucina tradizionale e naturale, cerchiamo di usare sempre i prodotti dei Presìdi Slow Food».


È un fiume in piena Anna Maria. Difficile fermare la passione quando parla della sua osteria e del suo lavoro quotidiano. Ereditato il locale dalla suocera, Anna Maria è la cuoca e, insieme ai figli (tre) e al marito, gestisce un'antica osteria di tradizione veneta. Osteria d'altri tempi, luogo di ristoro ma anche di incontro. «I tavoli del 1690 sono in noce, sulle tovagliette di carta è raccontata la storia del locale e i tovaglioli, bleu, sono abbinati al marrone delle tovagliette...racconta Anna Maria con un pizzico di vanità femminile. L'osteria di mia suocera Amelia serviva solo vino rosso, vino bianco e cedrata Tassoni ma a me è sempre piaciuta!». L'osteria era ai quei tempi frequentata dalle maestranze del vicino opificio di palazzo Baggio e, ancora oggi, sono in bella mostra le ciotole in terracotta degli operai che a mezzogiorno affollavano il locale.


«Insieme a mio marito, avevamo un orto, concimato esclusivamente con il letame delle vacche che passavano per la transumanza nel campo vicino. Dicevamo sempre che, una volta in pensione, avremmo regalato la nostra verdura a tutti. E così quando mia suocera Amelia è mancata, ho coinvolto in questa impresa folle Barbara, mia figlia. Abbiamo iniziato per scherzo ed è stata una fortuna!». Barbara era addetta commerciale ai piani di cottura. Oggi insieme ai fratelli Sandro e Wladimiro supporta Anna Maria nella gestione del locale.


A ora di pranzo il locale si riempie in fretta: fra i tavoli si incontrano tanti affezionati della pausa pranzo (lì vicino, fino a poco tempo fa, c'era lo stabilimento della Diesel, marchio di abbigliamento italiano) e turisti d'oltralpe, soprattutto russi ci dicono. «Mi fanno ridere, i russi. Bevono sempre cappuccino a fine pasto, che stranezza!».


«Cucino come a casa mia, non uso conservanti, né panne e anche il brodo è semplice: l'importante è trovare le verdure giuste, solo così nascono i giusti profumi. Due o tre volte a settimana vado al mercato in un centro agricolo bassanese dove mi rifornisco da contadini che portano le loro verdure fresche e di stagione». E, Anna Maria, prosegue con un pantagruelico elenco di verdure con le quali lavora quotidianamente. «Fino a qualche giorno fa, ho usato il tarassaco (raccolto in montagna, a oltre mille metri d'altitudine), poi sarà il turno dell'asparago di Bassano, la nostra specialità, delle zucche, del radicchio, del porro, del carciofo...e, a proposito, sto aspettando i carciofi di Sant'Erasmo (Presidio Slow Food)! Non mancano mai le trippe, come vuole le tradizione veneta, i pasticci, il baccalà, l'anatra o il fegato alla veneziana. E anche per la carne mi rifornisco esclusivamente da produttori locali. I dolci sono tutti fatti in casa...e abbiamo rivisto una dei dolci della tradizione veneta, il maccafame, con i Presìdi Slow Food: abbiamo usato la mandorla di Noto e il fico di Carmignano! Anche il pane arriva da un panificio locale».


«Ma, mamma, è questo è il tuo lavoro di sempre...non c'è nulla di nuovo. La nostra cucina sono i prodotti di terra, c'è sempre una montagna di verdura», rincalza Sandro.


«Faccio come a casa mia, è come avere ogni giorno ospiti nuovi! So sempre cosa metto nei piatti perché so da chi provengono le materie prime che trasformo e non compero nulla di fatto. Sandro, Barbara e Wladimiro, i miei figli, aiutano in sala, soprattutto con i vini e mi tranquillizzano! Quando sono agitata perché ci sono troppi clienti o sono in ritardo, loro ci sono sempre. A mezzogiorno mangiamo sempre insieme i clienti, parliamo, discutiamo, litighiamo. Siamo contenti perché non avremmo mai pensato di arrivare a questo punto».


«Tutti i vini sono alla mescita e se le bottiglie restano aperte, le beviamo noi! Ci sono tante bocche da sfamare in osteria. L'importante è che ogni cliente abbia la possibilità di abbinare ogni piatto a un bicchiere di vino, che arriva dal Veneto, dal Friuli o dal Trentino. Al ristorante, in osteria, con un euro e mezzo, due euro si può bere vino buono. Si deve cercare l'etichetta, cercare il produttore particolare. Lavoriamo con aziende biodinamiche del Collio e del Carso e, ogni giorno, abbiamo un importante lavoro da fare con i clienti, perché è un vino biodinamico, difficile e perché costa un po' di più».


«Sono tanti i giovani che ci vengono a trovare, continua Sandro. E questo è importante. Abbiamo infatti la possibilità di parlare con loro, di spiegare cosa significa il progetto dei Presìdi e raccontare loro la rete dell'Alleanza. Devo dire che accolgono sempre con entusiasmo i nostri racconti. Noi ristoratori, cuochi, dobbiamo essere il legame, il trait d'union tra produttori e clienti per far conoscere a sempre più persone quante piccole produzioni ancora resistono nel nostro paese e per far riscoprire tradizioni spesso dimenticate».


«Questi ragazzi giovani, spesso mi dicono che nella mia cucina, nei sapori dei miei piatti ritrovano le ricette della nonna! E queste è il complimento più bello! Ci crediamo molto e i due giorni all'Alberese, insieme agli altri cuochi, sono stati un'esperienza forte. Utile per i contenuti, ma anche per conoscere nuove persone e scambiarsi esperienze: abbiamo anche condiviso un appartamento, un caffè bevuto insieme vale più di tanti discorsi!», conclude Anna Maria.

«Ci portiamo a casa qualcosa in più, aggiunge Sandro. Lo dobbiamo ai nostri figli...».

E lo dice lui che sta diventando papà.


Osteria Madonnetta

Via Vajenti, 21
360632 Marostica (Vicenza)
Tel. 0424 75859
info@osteriamadonnetta.it
www.osteriamadonnetta.it
Chiuso il giovedì


  Osteria La Madonnetta, Marostica (Venezia) Osteria La Madonnetta, Marostica (Venezia) Osteria La Madonnetta, Marostica (Venezia) Osteria La Madonnetta, Marostica (Venezia) Osteria La Madonnetta, Marostica (Venezia)  
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